Pulizia è sentirsi meglio

Prevenire i problemi dell’intestino cieco

Chiamato anche piccolo intestino, l’intestino cieco è la parte iniziale dell’intestino crasso che si trova al di sotto della giunzione ileociecale.

La definizione corretta è intestino cieco e non ceco, in quanto non viene dalla Cecoslovacchia.

Caratteristiche dell’intestino cieco
Le funzioni di questo tratto intestinale
Le conseguenze di un intestino infiammato
La cura preventiva
I problemi dell’intestino cieco

Intestino crasso: è più grasso?

No, l’intestino crasso si differenzia dal piccolo intestino non perché è più grasso, ma perché a livello fisico è molto più ampio.

Inoltre le pareti del grosso intestino, diversamente da quelle dell’intestino tenue che sono ricoperte di villi intestinali, sono rivestite da un epitelio colonnare semplice.

Da ultimo, ma non meno importante, anche se entrambi hanno le cellule caliciformi, nell’intestino crasso risultano essere più numerose rispetto a quelle presenti nel tenue.

Membrana intestinale: perché è importante?

La membrana che ricopre l’intestino, anche se non sembra, riveste un ruolo molto importante: la stessa infatti si occupa non solo di assorbire i nutrienti utili al funzionamento del corpo provenienti dagli alimenti che vengono introdotti attraverso la bocca, ma in più scompone i prodotti della digestione e li indirizza verso la loro meta finale.

Per fare un esempio pratico i disaccaridi che arrivano nell’intestino, grazie all’intervento degli enzimi che si trovano sulla membrana, diventano dei monosaccaridi, quindi risultano più facili da assimilare per l’organismo umano.

La fossa iliaca: dove si trova?

La fossa iliaca si trova sia nella parte destra sia nella parte sinistra dell’addome.

Cosa sono le resezioni intestinali?

Le resezioni intestinali sono delle operazioni chirurgiche che prevedono l’asportazione di una parte malata dell’intestino con una porzione di tessuto sano, che in genere viene prelevato nell’area circostante.

Intestino cieco: funzioni

La funzione dell’intestino cieco è quella di accumulare tutti i residui provenienti dal processo digestivo e di favorirne l’espulsione attraverso le feci.

Quanto è lungo l’intestino?

L’intestino umano è lungo complessivamente 7 metri.

Anche gli intestini degli animali hanno una lunghezza compresa tra i 6,5 e i 7 metri.

L’unica eccezione è rappresentata dagli erbivori, dove l’intestino, a causa dell’apparato digerente molto voluminoso, può arrivare a misurare anche venti volte più dell’animale stesso (esempio: mucca).

Intestino: quanto è storto?

Parecchio, anzi: spesso non è nemmeno così bello come viene rappresentato nelle illustrazioni dei libri di anatomia umana, perché è dotato di tante anse e curve che, a volte, possono rendere molto difficile il transito del cibo, che quindi viene trattenuto più a lungo all’interno del corpo e va in putrefazione.

disegno intestino cieco

L’intestino cambia da persona a persona?

No, a meno che non ci siano malformazioni presenti dalla nascita (cosa peraltro rara), l’intestino non cambia da persona a persona.

La funzione della valvola ileocecale

La valvola ileocecale, o ileo ciecale, è uno sfintere composto da muscoli che divide la parte finale dell’intestino tenue dal cieco. Il suo scopo principale, oltre a quello di separare i due intestini, e di impedire che gli scarti, una volta entrati nell’intestino crasso, possano rifluire nel tenue.

Valvola ileo cecale infiammata: cosa fare?

La valvola ileo cecale infiammata, o sindrome della valvola ileo cecale, è una disfunzione poco conosciuta dell’intestino. Generalmente viene provocata da una dieta troppo ricca di grassi e di zuccheri, da un consumo eccessivo di alcol, dal fumo nonché da alcuni farmaci molto aggressivi.

Cosa fare in caso di valvola ileo cecale infiammata? Oltre a cambiare il proprio stile di vita, l’unico modo per risolvere la sindrome della valvola ileo cecale è quello di ridurre la quantità di cibo ingerito.

Spesso infatti un consumo smodato di alimenti, anche salutari, può portare ad un affaticamento generale dell’intestino, quindi all’insorgenza del disturbo.

Valvola ileo cecale aperta o chiusa: quando accade?

Valvola chiusa: si verifica quando si ha una spasticità dei muscoli intestinali, ovvero una contrazione scoordinata e che provoca dolore. Spesso è accompagnata da altri sintomi come candida intestinale, infezioni batteriche e virali dell’intestino.

È provocata da un consumo eccessivo di frutta, verdura e zucchero.

Valvola aperta: presenta gli stessi sintomi della valvola ileo cecale chiusa, ma in più è associata all’emissione di feci molto morbide e di diarrea.

Intestino cieco infiammato: conseguenze

Il primo disturbo che si avverte quando l’intestino cieco è infiammato è una sensazione generale di gonfiore, anche nelle persone di costituzione magra: spesso questi soggetti, pur avendo un fisico esile, presentano una pancia gonfia e dura e non di rado anche problemi di stitichezza.

Nella maggior parte dei casi il gonfiore è anche associato ad un bruciore diffuso e intenso, nonché alla sensazione di avere un peso sullo stomaco.

Questa condizione, oltre che nella sindrome da intestino irritabile, spesso si verifica anche nei soggetti che sono allergici al lattosio.

Per quanto riguarda l’affaticamento della colonna vertebrale, che il più delle volte porta i pazienti ad assumere delle posizioni scorrette o a camminare male, facendoli sembrare più vecchi di quello che sembrano in realtà, è un sintomo meno comune e meno riscontrato dai medici.

Candida intestinale: cos’è e come si sviluppa

La candida intestinale è una patologia che si verifica nel momento in cui la Candida, da alcuni distretti del corpo dove è presente in modo naturale, si trasforma in una malattia vera e propria.

Solitamente si sviluppa in seguito ad un calo delle difese immunitarie, che può essere temporaneo oppure persistente, nonché ad una dieta ricca di zuccheri e ad altri fattori favorenti come gestazione, stress lavorativo, età avanzata, squilibri a livello ormonale e uso prolungato di farmaci a base di cortisone e antibiotici.

Che dolore si accusa quando è in fiamme?

Si accusa un mal di pancia molto intenso e un dolore acuto in tutta la zona addominale.

Perché si genera il tumore?

Per cause molteplici: un tumore all’intestino crasso può generarsi sia per motivi genetici (genitori o altri parenti di primo grado che hanno sviluppato il carcinoma), sia per la presenza di forme precancerose come polipi o di malattie infiammatorie croniche come il morbo di Crohn.

Anche una dieta ricca di grassi e zuccheri e in cui le fibre e i vegetali non sono contemplati, può portare ad un aumento del rischio di contrarre il cancro al colon.

In Italia, secondo le ultime statistiche elaborate nel 2017, è il terzo tumore che si verifica più di frequenza negli uomini e il secondo nelle donne.

Di solito colpisce un uomo su 21 e una donna su 23.

Le probabilità di contrarlo aumentano quando l’individuo supera la soglia dei 50 anni, anche se i picchi maggiori sono stati registrati nei soggetti che vanno dai 60 fino agli 80 anni.

Per quanto riguarda la percentuale di sopravvivenza, stando a quanto riportato dai risultati elaborati dagli specialisti statunitensi, un paziente affetto da cancro all’intestino crasso può vivere fino a cinque anni.

Inoltre, sempre secondo questi studi, ci sono maggiori possibilità di guarire se il cancro viene scoperto, tramite degli esami, nelle prime fasi iniziali, ovvero quando non si è ancora esteso oltre la parete dell’intestino (in caso contrario, le probabilità di sopravvivenza si abbassano al di sotto del 60%).

Cancro all’intestino crasso: prevenzione

Come già detto, il cancro all’intestino crasso, a meno che non siano presenti dei fattori non modificabili come l’ereditarietà della malattia, ha un forte legame con il cibo e con quello che mangiamo.

Si tratta quindi di una forma di tumore che si può prevenire, ad esempio adottando un’alimentazione corretta e salutare, che oltre alla frutta e alla verdura, includa anche il pesce.

La carne rossa invece, come la carne conservata, sembra favorire la comparsa del tumore, come anche il consumo di alcolici e di alimenti ricchi di grassi saturi.

Curarsi con una dieta

Non ci sono prove certe che il digiuno influisca in modo positivo sull’intestino tenue infiammato, tuttavia si possono ottenere dei risultati molto positivi facendo yoga o meditazione.

È inoltre importante adottare una dieta equilibrata, priva di cibi speziati, ricchi di grassi o fritti, e ricca invece di alimenti come il pane bianco, l’avena, il tofu, le zucchine, l’orzo, i ravanelli e la frutta.

I consigli in più

Oltre alla meditazione e allo yoga, per combattere le infiammazioni dell’intestino è utile applicare anche degli impacchi di acqua calda sull’addome o praticare degli esercizi di respirazione.

Quest’ultimi, oltre ad aiutare il corpo ad affrontare il problema, permettono di ossigenare i tessuti.

Se invece la situazione dovesse aggravarsi, un altro rimedio molto utile, anche se più invasivo, è costituito dal clistere: si tratta di una pratica che viene eseguita in uno studio medico tramite l’uso di una sonda, mirata a liberare l’intestino cieco da feci e gas.

Importanza della pulizia del colon tramite idrocolonterapia come prevenzione

L’idrocolonterapia è una pratica che viene eseguita dai medici per preparare l’intestino del paziente ad alcuni esami diagnostici, come la colonscopia, ma sempre più operatori di medicina alternativa la stanno proponendo anche come metodo di prevenzione contro le infezioni dell’intestino cieco.

pulire il colon cieco

Di cosa si tratta? In sostanza è un lavaggio dell’ultimo tratto dell’intestino, o di altri parti, che viene eseguito tramite l’introduzione attraverso l’ano di una cannuccia a due vie che, da una parte, immette acqua depurata, mentre dall’altra viene aspirata l’acqua sporca con i residui fecali.

L’idrocolonterapia, oltre che come metodo di prevenzione, può essere anche utile per contrastare la stitichezza, soprattutto quella particolarmente ostinata.

Il colon è l’intestino o sono due cose distinte?

Il colon si trova nell’ultimo tratto dell’intestino, quindi anche se in sé ne fa parte come il duodeno, è una parte ben distinta.

Rimedio per togliere l’intasamento

Oltre alla già citata idrocolonterapia, un altro rimedio molto efficace per eliminare l’intasamento dal colon è quello di fare dei digiuni, sia brevi (6-12 ore) sia più lunghi (dalle 24 alle 48 ore).

Distinzione con il colon trasverso

Il colon trasverso, a differenza dell’intestino cieco, non si trova in fondo all’intestino, ma in cima, più precisamente tra la flessura colica destra e la flessura colica sinistra.

È lungo cinquanta centimetri e forma una curva postero-inferiore, che può variare da persona a persona.

Problemi nel tenue

Contaminazione batterica del tenue (SIBO)

La SIBO, o sindrome da overgrowth batterico, è una malattia in cui è presente una sovraccrescita della popolazione batterica a livello dell’intestino tenue e dell’apparato gastrointestinale.

È provocata dalla malnutrizione, dall’età avanzata e da patologie motorie che arrivano a compromettere il funzionamento dell’intestino tenue, come la sclerosi sistematica, lo svuotamento accelerato dell’apparato gastrointestinale e la sindrome della valvola ileo ciecale.

Tra i suoi sintomi più comuni troviamo la diarrea acquosa, il meteorismo e gravi deficit nutrizionali.

Può essere curata con antibiotici a largo spettro o con una dieta specifica, caratterizzata da pasti piccoli, ma frequenti (anche cinque al giorno), e povera di zuccheri e di grassi saturi.

Stenosi

Con il termine “stenosi” si intende una malattia in cui si verifica un restringimento, sia di un vaso sanguigno sia di un organo cavo, talmente grave da ostacolare il passaggio delle sostanze o degli scarti.

Questa condizione patologica, nell’intestino tenue, di solito viene causata da cicatrizzazioni provocate da interventi chirurgici importanti oppure dalla presenza di un tumore.

Il paziente affetto da stenosi presenta stitichezza, inoltre lamenta forti dolori addominali e vomito.

Dato che la malattia porta ad un accumulo importante di residui fecali all’interno dell’ultimo tratto di intestino, è importante che il soggetto si sottoponga periodicamente ad una pulizia del colon per evitare complicazioni.

Infarto intestinale (ischemia)

Poco conosciuto a differenza di quello cardiaco, l’infarto intestinale (o ischemia) si manifesta quando i vasi sanguigni che si trovano all’interno dell’intestino tenue si contraggono in modo improvviso o si ostruiscono, bloccando così l’afflusso di sangue.

Il paziente che lo sperimenta, oltre ad un dolore addominale più o meno intenso, lamenta la fuoriuscita di diarrea con sangue.

Se non curato subito, l’infarto intestinale può generare complicazioni severe e portare alla morte nel giro di poco tempo.

Tuttavia, anche se oggi è più facile diagnosticarlo rispetto che in passato, è possibile prevenirlo adottando una dieta equilibrata, evitando il fumo e gli alcoli, facendo regolare esercizio fisico e tenendo sotto controllo sia il peso sia gli altri problemi di salute, come l’ipertensione, il diabete e il colesterolo alto.

Megacolon

Il megacolon è una malformazione congenita del colon. Può essere causato sia da malattie presenti fin dalla nascita, come il morbo di Hirschsprung, sia dai batteri o dall’assunzione di farmaci.

Tra i quattro tipi che si conoscono in ambito medico, il più pericoloso senza dubbio è il megacolon tossico, che può insorgere in seguito ad un abuso di medicamenti o come complicazione della rettocolite ulcerosa.

In questo caso non ci sono cure efficaci e, in genere, il megacolon tossico porta sempre alla morte del paziente.

L’unico modo per guarire dal megacolon è quello di sottoporsi ad un intervento chirurgico con successiva resezione della parte malata.

Tra i sintomi del megacolon, oltre alla diarrea e ad una grave forma di stipsi, troviamo il meteorismo, l’eruttazione, la tachicardia e difficoltà respiratorie.

Differenza tra polipo e tumore all’intestino

Il polipo intestinale, riconoscibile dalla forma a fungo o a cavolfiore, si forma nei rivestimenti interni dell’intestino, non provoca sintomi e ha sempre una natura benigna.

Può essere rimosso attraverso un intervento chirurgico.

Il tumore all’intestino invece, nel 97% dei casi, è sempre maligno. Oltre al colon e al retto, può intaccare, tramite l’uso dei vasi sanguigni, anche gli altri organi, come il fegato, il cervello e i polmoni.

Questa forma di cancro presenta numerosi sintomi, come il sangue nelle feci, dolori addominali diffusi, soprattutto nella parte sinistra, bruciore a livello dell’ano, sensazione di avere un corpo estraneo nella zona del retto nonché disturbi urinari e genitali.

La celiachia è relazionata allo stato dell’intestino tenue?

Sì, è relazionata all’intestino tenue in quanto è una malattia immunomediata di questa parte dell’intestino. Può colpire sia gli uomini e le donne, sia i bambini, e nella maggior parte dei casi ha una predisposizione genetica (se un membro della famiglia di primo grado, come un genitore o un fratello, è malato di celiachia, ci sono più probabilità di contrarre la patologia).

Quest’infiammazione si verifica quando il soggetto ingerisce degli alimenti che contengono il glutine, come l’orzo, il frumento, l’avena e la segale, scatenando una reazione immunitaria da parte dell’organismo e che va a colpire la parte alta dell’intestino.

Quando fare la vascolarizzazione del colon?

La vascolarizzazione del colon dev’essere fatta sia in caso di tumore al colon, sia in caso di sindrome dell’intestino irritabile e di ischemia.

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